Serdiana è vicino a Cagliari, appena nell'entroterra. È in una zona di basse colline ondulate, come un anfiteatro attorno alla città e al suo golfo. Sono terre coltivate da millenni, e fin da allora erano gli oliveti, i campi e le vigne della città.

In queste campagne sorgono tante piccole chiesette medievali, romaniche: ognuna era il centro di una delle comunità di coltivatori, che punteggiavano il paesaggio.
Questa è una zona che sembra fatta per la vite: ondulata, ricca di sole e vento, con il mare vicino che mitiga il caldo e il freddo. Qui si coltivano i grandi vitigni sardi. Alcuni sono famosi, come il Cannonau, il Vermentino, il Carignano.
Altri sono meno conosciuti: come il Monica, il Bovale, il Nasco, il Girò, il Nuragus.

Fra questi vitigni c’è ogni varietà, ogni personalità e sfumatura. Sono tesori da proteggere, coltivare, far conoscere.
Perché siamo in una terra di viticoltori. In mezzo al Mediterraneo. In Sardegna. Cagliari è il capoluogo della Sardegna, e la città più popolata. Fondata dai navigatori fenici, è incastonata fra il mare e gli stagni costieri. Dal mare è come una roccaforte di calcare bianco, con un profilo inconfondibile, formato dal quartiere fortificato di Castello, con i bastioni, le due torri medievali che li sovrastano, e la cupola della Cattedrale.


Il suo cuore antico è diviso in quattro quartieri, fatti di stradine strette e pavimentate di pietra, sulle quali si affollano le case, le botteghe e tantissime chiesette, a volte quasi nascoste. Karalis, il suo nome più antico, voleva dire "la città di pietra", ma nella lingua sarda la chiamiamo solo Casteddu, il castello. Forse sono due modi di esprimere la meraviglia che si prova a vederla, al tramonto, quando il sole la tinge di rosso e d'oro.